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| Terapia della leucemia mieloide cronica |
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Le scelte terapeutiche sono legate alla fase della malattia, cronica, accelerata o blastica.
1. Gli inibitori delle tirosino chinasi si sono dimostrati assai efficaci nella leucemia mieloide cronica. 2. L’interferone ricombinante è stato utilizzato sino alla fine degli anni '90: l’interferone era dotato di efficacia nel 25-30% dei casi solamente a costo di effetti collaterali molto rilevanti, L’interferone è stato “riscoperto” nel 2008-2009 e viene ora utilizzato a dosi BASSE assieme all’imatinib, sfruttando gli effetti immunologici sulla malattia dell’inteferone stesso. 3. Il trapianto di cellule staminali allo geniche rappresenta il trattamento che consente di guarire la leucemia mieloide cronica. Pazienti di età inferiore ai 50 anni anche in fase cronica sono candidati ad un trapianto allogenico, a condizione che vi sia un donatore compatibile sia familiare che volontario; va tenuta in considerazione l'elevata tossicità e mortalità correlata ad un trapianto. I migliori risultati sono quelli ottenibili con un trapianto eseguito entro un anno dalla diagnosi. Con l’introduzione in terapia degli inibitori della chinasi, il trapianto allogenico è da effettuare dopo attenta valutazione nel singolo caso dei rischi e benefici. In fase accelerata, le possibilità terapeutiche sono: 1. Trapianto di midollo osseo allogenico come terapia di scelta se si ha un donatore compatibile.
2. Imatinib: dimostratosi efficace anche in questa fase di malattia con un dosaggio superiore (600 mg/die) ottenendo risposte ematologiche complete nel 85 per cento dei pazienti e risposte citogenetiche complete nel 28% dei pazienti trattati con un aumento della sopravvivenza e scarsa tossicità. Risposte citogenetiche maggiori ottenute a 3 mesi danno un vantaggio di sopravvivenza rispetto a chi ottiene tali risposte più tardivamente. |


